Ebiyaki (Polpettine giapponesi di gamberi)

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Continuiamo la serie sulla cucina giapponese con questo snack tipico della zona di Osaka, per la preparazione del quale avrete bisogno di una piastra speciale dotata di semisfere in cui cuocere le polpettine o di una pop cake maker, uno di quegli strumenti molto di moda in questo periodo che servono a cuocere piccoli dolcetti sferici. Ad Osaka, in realtà, la ricetta prevede l’utilizzo di polpo bollito (e prende per questo il nome di takoyaki, dove tako è appunto il polpo), ma noi vi proponiamo una versione con le mazzancolle tropicali, molto semplici da trovare nei nostri supermercati.

Ingredienti:
100 g di farina
150/200 g di acqua o brodo di pesce
1 uovo
100 g di mazzancolle
gambi verdi di cipollotto tritati (o in assenza cipolla tritata)
per condire: salsa teriyaki (per la ricetta guarda qui) o glassa di aceto balsamico

Preparazione:
Per prima cosa preparate le mazzancolle: pulitele, scottatele in padella con poco olio e poi tagliatele a pezzetti. Tagliate i gambi di cipollotto a rondelline (o tritate la cipolla se non avete cipollotto).

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Mettete a scaldare la teglia per takoyaki su fuoco vivo e ungetela con un po’ di carta da cucina imbevuta d’olio. Nel frattempo sbattete l’uovo, mischiatelo all’acqua e alla farina e amalgamate fino a che non ci saranno più grumi. La consistenza della pastella così ottenuta dovrà essere piuttosto liquida. Salatela pochissimo, come se doveste salare il solo uovo, poiché alla fine le polpettine verranno condite con salsa teriyaki o altra salsa molto saporita.

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Versate la pastella in una brocca o armatevi di un mestolo molto comodo, poiché la prima fase della cottura è la più veloce. Per lo stesso motivo fate in modo di avere tutti gli ingredienti a portata di mano, vicino alla piastra.

Quando la piastra sarà ben calda mettete il fornello a fuoco medio e cominciate a versare la pastella nelle semisfere fino quasi a riempirle. Aggiungete subito uno o due pezzi di mazzancolla e un po’ di cipollotto. Finché non acquistate sicurezza con tutti i movimenti vi consiglio di far cuocere pochi ebiyaki alla volta. Se la pastella ha leggermente strabordato dalla sua conchetta non è un problema, aiutatevi con degli stuzzicadenti e rimandate la pastella in più all’interno della semisfera.

Non appena i bordi dell’ebiyaki saranno induriti potete procedere a “chiudere” la polpetta. Con l’aiuto di due stuzzicadenti girate la semisfera di 90° in modo che metà dell’ebiyaki sia fuori della piastra. Versate quindi di nuovo la pastella nella metà della conchetta che si è liberata, sempre senza preoccuparvi se straborda leggermente, poiché poi con calma potrete rimandare l’eccesso verso l’ebiyaki. Non appena anche la seconda porzione di pastella non si sarà leggermente indurita sul bordo, aiutandovi con gli stuzzicadenti fate roteare la polpetta in modo da avere la parte incompleta completamente rivolta verso la piastra. In questo modo, la parte di pastella ancora non del tutto cotta, all’interno dell’ebiyaki, andrà verso il basso e “completerà” la sfera. Poiché lo scopo è quello di avere una pallina perfetta, fate stavolta attenzione a non lasciare pastella in più intorno alle sfere, ma di mandare tutto l’eccesso ben all’interno delle semisfere della piastra.

Appena avrete preso la mano con la piastra potrete caricarla completamente con la pastella e lavorare tutti gli ebiyaki contemporaneamente.

Quando la piastra sarà piena, o quando avrete scelto il numero massimo di polpette da lavorare contemporaneamente, vi consiglio di rialzare leggermente la fiamma del fornello, in modo da velocizzare la cottura. Le polpettine, infatti, dopo essere diventate sfere, ci mettono ancora un po’ di tempo a cuocere: dovrete continuare a girarle sulla piastra fino a perfetta e uniforme doratura esterna e finché al tatto non risulteranno più gommose ma ben croccanti.

Una volta cotte, le polpettine potranno essere consumate sia calde che fredde, ma non dovrà mai mancare la salsa di accompagnamento.

 

Consigli, sostituzioni ed extra
Come già detto, per la realizzazione di queste polpettine, dovrete avere a disposizione una piastra adeguata. Le piastre per takoyaki sono facilmente reperibili su internet e un po’ meno nei negozi fisici, almeno in Italia.

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Se però non riuscite a trovare una piastra di questo genere, potete sostituirla con una macchina per popcake, come quelle che ultimamente spopolano nei negozi di articoli per la casa. In questo caso però, poiché la temperatura di queste piastre è adatta solo alla cottura dei dolci, ed è quindi più bassa, dovrete allungare i tempi di cottura e se possibile in alcune fasi chiudere le piastre in modo che all’interno la temperatura salga un po’. Con queste macchine per la cottura dei cake pops ho visto anche che qualcuno cuoce due semisfere separatamente e le unisce con un po’ di pastella solo nella fase finale.

Infine, se amate lo zenzero, la ricetta originale ne prevede l’uso insieme al polpo bollito: grattatene un po’, o sminuzzatelo finemente, e aggiungetelo quando mettete gli altri ingredienti che fanno parte del ripieno.

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